La Rai e l'omofobia delle piccole cose
Due conviventi gay non sono una coppia agli occhi della Rai; e pagano canone doppio.
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L'omofobia in Italia striscia anche nei piccoli gesti della quotidianità: come accendere la televisione, come guardare la tv di Stato, come pagare il canone Rai. Una coppia gay o lesbica che convive in Italia non è considerata "nucleo familiare" ed è pertanto tenuta a pagare un doppio canone (intestato ai singoli individui) pur avendo un unico televisore come si evince dal regolamento Rai. Il fatto è portato all'attenzione da una lettera pubblicata dal sito di Franco Grillini, in cui si racconta un caso di doppia intestazione della tassa
"Convivo da alcuni anni e il mio compagno paga l'abbonamento RAI nell'ottica di una suddivisione delle spese di casa.
Quest'anno abbiamo ricevuto insieme al bollettino RAI 2006 la richiesta di un pagamento dell'abbonamento anche a mio nome.
Abbiamo comunicato e autocertificato che siamo conviventi e l'ufficio abbonamento RAI ci ha risposto:
"facendo seguito alla corrispondenza da lei inviata, Le precisiamo che da accertamenti svolti presso i competenti Uffici Anagrafici Comunali, Lei non risulta nel nucleo familiare anagrafico del titolare dell'abbonamento televisivo di cui ha dichiarato di fruire nella sua comunicazione. Pertanto, per regolarizzare la sua posizione dovrà contrarre un nuovo abbonamento alla televisione ..... il mancato pagamento del canone, nei casi in cui è dovuto, comporta l'applicazione di sanzioni amministrative..." (LEGGI QUI).
Si tratta di un piccolo caso di discriminazione quotidiana, una delle moltissime conseguenze del mancato riconoscimento delle unioni omosessuali in questo Paese. Due gay che convivono, che comprano un divano e un televisore e che la sera si siedono a guardare insieme Sanremo non sono una coppia. Non in Italia. Non per la Rai.
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