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La Rai e l'omofobia delle piccole cose

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La Rai e l'omofobia delle piccole cose

Due conviventi gay non sono una coppia agli occhi della Rai; e pagano canone doppio.

redazione@gay.tvdi redazione@gay.tv
01 Marzo 2010

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L'omofobia in Italia striscia anche nei piccoli gesti della quotidianità: come accendere la televisione, come guardare la tv di Stato, come pagare il canone Rai. Una coppia gay o lesbica che convive in Italia non è considerata "nucleo familiare" ed è pertanto tenuta a pagare un doppio canone (intestato ai singoli individui) pur avendo un unico televisore come si evince dal regolamento Rai. Il fatto è portato all'attenzione da una lettera pubblicata dal sito di Franco Grillini, in cui si racconta un caso di doppia intestazione della tassa

"Convivo da alcuni anni e il mio compagno paga l'abbonamento RAI nell'ottica di una suddivisione delle spese di casa.
Quest'anno abbiamo ricevuto insieme al bollettino RAI 2006 la richiesta di un pagamento dell'abbonamento anche a mio nome.
Abbiamo comunicato e autocertificato che siamo conviventi e l'ufficio abbonamento RAI ci ha risposto:
"facendo seguito alla corrispondenza da lei inviata, Le precisiamo che da accertamenti svolti presso i competenti Uffici Anagrafici Comunali, Lei non risulta nel nucleo familiare anagrafico del titolare dell'abbonamento televisivo di cui ha dichiarato di fruire nella sua comunicazione. Pertanto, per regolarizzare la sua posizione dovrà contrarre un nuovo abbonamento alla televisione ..... il mancato pagamento del canone, nei casi in cui è dovuto, comporta l'applicazione di sanzioni amministrative...
" (LEGGI QUI).

Si tratta di un piccolo caso di discriminazione quotidiana, una delle moltissime conseguenze del mancato riconoscimento delle unioni omosessuali in questo Paese. Due gay che convivono, che comprano un divano e un televisore e che la sera si siedono a guardare insieme Sanremo non sono una coppia. Non in Italia. Non per la Rai.

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6 di 6 commenti

  • polinesia

    02 Marzo 2010 - ore 21:43

    Pazzesco, d'altra parte da un'azienda omofoba cm la RAI, ci si poteva aspettare anche qs, visto che sn esclusivamente interessati a spillare soldi per 1 servizio inutile, inefficiente e che pochi utilizzano. Dopotutto la RAI è 1 forma mediatica i ciò che rappresenta lo Stato Italiano: siamo gay, paghiamo le tasse, nn veniamo riconosciuti come entità familiari e per di più presi per il culo. E' l'ora di finirla. Dv è 1 movimento gay reale e concreto che cerchi di combattere veramente per i ns diritti?

    • RedGlow

      01 Marzo 2010 - ore 17:52

      @genuino perfettamente d'accordo sul fatto che guardare certa televisione vuol dire volersi un po' male in questo periodo :-), ma non è certo questo il punto. il punto è che se uno volesse essere in regola, si trova scornato non una sola volta (per quello che viene trasmesso), ma addirittura due (manco viene riconosciuto lo stato di nucleo familiare).

      • genuino

        01 Marzo 2010 - ore 17:48

        Ma esiste ancora qualche sfigato che paga per farsi prendere per il culo?!? Non ho parole.. Io non ho neanche l'antenna, ne sky, ne niente e sono molto più informato di molti, grazie alla rete. In ogni caso, anziani a parte, chi volete che guardi la tv?!? Certo non le coppie gay che convivono. Aggiorniamoci...

        • peyote87MI

          01 Marzo 2010 - ore 17:07

          bella roba!=S

          • Translator1968

            01 Marzo 2010 - ore 17:05

            In questo caso alla discriminazione si aggiunge la stupidità dei vertici Rai e dei politici. Infatti se una coppia gay deve rischiare di pagare due volte, alla fine sceglierà di non pagare per niente. Con il risultato che avranno perso pure i soldi quelli della RAI.

            • Callas_Lo

              01 Marzo 2010 - ore 16:39

              miracolo ...L'Italia è sempre l'ultima nelle cose...in spagna o in america non succederebbe...