Hey Baby: spara al molestatore
E' nato il videogioco che permette alle donne di vendicarsi (anche se solo virtualmente) delle molestie subite in strada da uomini rozzi e volgari.
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Tutto ebbe inizio tre anni fa, quando l'ideatrice del gioco Suyin Looui trentenne di origini asiatiche, venne apostrofata in modo greve da un uomo in strada.
All'epoca Suyin non ebbe il coraggio di reagire, ma quell'episodio le rimase ben impresso nella memoria, tanto che decise di vendicarsi in un modo o nell'altro.
E fu così che nacque "Hey Baby" la rivincita digitale per tutte le donne che almeno una volta nella vita hanno dovuto subire approcci verbali sgarbati da parte di uomini molesti.
Nel gioco, mentre si cammina per strade gremite di persone in un'ambientazione piuttosto pulp, ci si imbatte in uomini che fanno apprezzamenti che vanno dal "lasciati beccare da capo a piedi" a "dio ti benedica", (campionario di frasi raccolto da Suyin e dalle sue amiche in diverse città del mondo). E' a quel punto che la "vittima" tira fuori il suo fucile e come da migliore videogioco sparatutto fa fuori il malcapitato che ha osato aprire bocca. E così si va avanti nel gioco, lasciando alle proprie spalle una scia di cadaveri e di sangue, nonché un monito a tutti i maschi indisponenti.
"È un modo di attirare l'attenzione su un problema che in tante vivono. L'ironia sta nell'aver usato un genere tipicamente maschile di gioco elettronico, quello dei cosiddetti sparatutto in prima persona" ha raccontato Suyin Looui. "Per adesso la risposta del pubblico sembra sia positiva. Lo hanno giocato già 50 mila persone. Sta provocando un dibattito sul web, nelle radio, in tv. Una minoranza, voci anonime su Internet, si è sentita offesa e lo ha attaccato. Buone o cattive che siano le critiche, l'importante è che se ne discuta".
Un messaggio decisamente diverso da quello di "Hit the bitch", videogioco danese contro la violenza sulle donne che sembrava un'istigazione piuttosto che un'ammonizione.
In "Hey Baby" la donna sa difendersi da sola.
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