Vegani e gay uniti nella discriminazione
Inghilteraa: una legge per difendere la minoranza vegana è stata sottoscritta dalla commissione per l’eguaglianza ed i diritti umani.
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L’orgoglio è uguale per tutti e come tale non può subire discriminazioni. Qualsiasi sia il credo, qualsiasi sia lo stile di vita, che sia omosessuale o vegano non conta, deve essere sempre garantito. La commissione britannica per l’eguaglianza ed i diritti umani lo ha da poco reso noto prendendo in seria considerazione la proposta di legge della laburista Harriet Harman, la quale afferma: “Una credenza non ha bisogno di includere la fede o il culto di un dio o di più dei, ma deve avere un impatto su come la persona vive la propria vita e percepisce il mondo”. Perché, effettivamente, i vegani, così come la popolazione gay, è continuamente soggetta a scelte a loro sfavorevoli, emanazione di ideologie mainstream e industriali.
Del resto come biasimare una persona che è costretta a dribblare continuamente tra pietanze a base di carne, uova, latticini e indumenti fatti di pelle animale? Il mondo pare essere concepito per chi vegano proprio non è, con enormi conseguenze nel ventaglio delle effettive scelte alimentari e non. Favorire i vegani, però, ad alcuni è sembrato allo stesso tempo svilente verso coloro che appartengono ad altre minoranze. La ragione è semplice: perché creare una legislazione ad hoc per chi non mangia carne e derivati e non per chi magari è ateo o comunque fedele ad altri culti? Per questo la legge pare volersi estendere anche ad altri gruppi, compreso quello dei seguaci di Scientology, ma non fortunatamente a formazioni simpatizzanti del fascismo o del nazismo. O almeno finché anche loro non scenderanno in piazza per pretendere parità di diritti in un personalissimo Pride.
Fonte: queerblog.it
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