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Brotherhood: l'amore gay sotto la svastica

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Brotherhood: l'amore gay sotto la svastica

Un amore che nasce dall'odio, un fiore che spunta dal letame naziskin, tenerezza sotto le svastiche. Un film bellissimo. RECENSIONE.

Francesca_Tognettidi Francesca_Tognetti
29 Giugno 2010

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Danimarca, oggi. Mondo, anno zero. Un'organizzazione neo-nazista mossa da fili intelligenti che manovrano decine di skinheads tossici e idioti. Feccia bianca. Un'istituzione ufficiale che emargina un uomo perché è diverso. E lui impara a odiare i diversi.

"Brotherhood", il film del danese Nicolo Donato già trionfatore al Festival di Roma arriva finalmente nelle sale italiane, dal 1 luglio.

 

brotherhood

 

Lars, rifiuto militare con la carriera macchiata dal dubbio omosessuale, si rifugia nella "fratellanza" neonazista della sua città. Il film si apre con il pestaggio di un ragazzo gay in un battuage da parte dei membri della Brotherhood, ed è facile immaginare il resto. Ebrei, negri, musulmani, froci. Brucia la strega araba picnic al di mezza estate. Canotte nere, jeans attillati, teste rasate, bretelle, polo, cappellini, occhi cerchiati dall'eroina e flashati dall'acido. Nella folla dei fratelli, emerge il viso di Jimmy, occhi buoni e tatuaggi cattivi.

 

L'amore tra Jimmy e Lars, neonazisti, razzisti, skinhead, feccia bianca pronta ad alzare la mano destra al cielo è uno dei più toccanti che abbia visto recentemente delle rappresentazioni omosessuali. E non solo perché si tratta di un ossimoro esistenziale (nazisti e gay), non solo perché nasce dal letame della società, non perché vive tutte le difficoltà e la paura della "Fratellanza" a cui sia Lars che Jimmy appartengono, e che ovviamente odia i froci. Ma perché si tratta di vero amore.

 

brotherhhod

 

Nicolo Donato sceglie un tema shock: due neonazisti omosessuali. E quando si scelgono determinati temi non è difficile cadere nella tentazione di farsi aiutare dagli stereotipi. Ma lui non lo fa, e ogni personaggio, ogni rappresentazione appare complessa senza essere pesante o oscura.

 

 

Lars è un critico con il senso della giustizia umana, eppure afferma che "un pakistano costa miliardi allo stato, un proiettile solo una corona". La Fratellanza è sì un cumuolo di disadattati dimenticati dalla società, ma anche un'organizzazione finemente strutturata e dotata di capi intelligenti. Jimmy è un colosso con la testa rasata e l'epidermide ricamata di simboli di sterminio, capace di andare a cercare Lars con una dolcezza infinita e inaspettata. L'amore gay tra i due uomini - non solo neonazisti, uomini - salta a piè pari la fase dell'attrazione rabbiosa, del sesso violento e duro, per rivelarsi molto semplicemente, ed è questa la vera rivoluzione, amore.

Il sesso tra Lars e Jimmy non ha la rabbia della negazione: è virile e tenero, con moltissimi baci, i volti stupiti, carezze. E dopo, vediamo i due uomini addormentati abbracciati, le gambe intrecciate come due vecchi sposi. E proprio allora colpisce, come una coltellata, l'enorme svastica tatuata sulla schiena di Jimmy.

 

Francesca Tognetti

commenti

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4 di 4 commenti

  • morfeo69

    03 Agosto 2010 - ore 11:20

    è veramente un film da vedere...

    • boxofclouds

      08 Luglio 2010 - ore 09:54

      Non voglio perdermi in analisi socio-antropologiche, per questo c'è Busi ed altri, non voglio discutere del background, non sono uno storico od un critico, voglio solo dire che in "Fratellanza - Brotherhood" l'amore regna sovrano, sovrasta la stupidità umana. Lo scarno paesaggio danese, che ricorda la bruma ed il gelo dei paesi scandinavi cari ad Arto Paasilinna (chi non ha letto L'anno della lepre?), che in questo film ben si sposa colla crudezza e la freddezza degli ambienti naturali e umani, al quale però fanno da contraltare il calore e l'odore dei sentimenti, dell'amore che unisce due esseri umani "così vicini così lontani". Il contorno, la violenza, l'odio, il razzismo, l'intolleranza, l'omofobia passano naturalmente in secondo piano, sembra quasi non ci siano più; anzi sono nutrimento di quell'amore puro che lega Jimmy e Lars, eroi romantici, ricordano le note romantiche di memoria hessiana di "Narciso e Boccadoro", richiamano l'afflato post-romantico,neo-realista,tragico di Patroni-Griffi de "La morte della bellezza", il dolore e la sofferenza realistica, coeva di "Cronaca di un disamore" di Cotroneo. Questo capolavoro piace a prescindere dall'orientamento sessuale. E' l'apoteosi dell'amore, quello vero che non conosce sessi, politiche, religioni, che inaspettatamente ti prende e ti travolge, ti toglie il respiro e ti annienta facendoti rinascere a nuova vita. Quell'amore che ti coglie impreparato, ma del quale conosci già tutta l'essenza: Jimmy e Lars sono i miei nuovi eroi romantici. Nulla devono inviadiare a Paolo e Francesca e a coppie di amanti famosi, travolti da un assurdo ed ineluttabile destino, per me il film, e quindi i miei Jimmy e Lars, ha un happy end!!!!

      • dt125

        29 Giugno 2010 - ore 23:04

        è il mio film...devo vederlo...

        • peyote87MI

          29 Giugno 2010 - ore 19:23

          da andare a vedere.