"Improvvisamente l'Estate Scorsa": omofobia cannibale a teatro. GAY.tv ti regala i biglietti
Un Tenessee Williams nudo e crudo in scena a Roma: il delitto di una società cannibale e il castigo dell'omosessualità.
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Da giovedì 11 a sabato 13 febbraio 2010, al Teatro Albertino, a Roma, andrà in scena "Improvvisamente L’Estate Scorsa" il dramma di Tenessee Williams che la Compagnia “Memorie Future”, diretta da Danilo Canzanella, ha rielaborato offrendone una versione totalmente rinnovata.
Lo spettacolo scava alla radice e sviscera le influenze forti, il sangue e i graffi letterari da cui lo stesso Williams, ha attinto per la stesura di questa storia. In primis il Tito Andronico di Shakespeare, metafora di una società “cannibale” pronta a sbranare i più deboli. In secondo luogo le Metamorfosi di Ovidio, che ci mostra l’impossibilità di comunicare la verità e la morte di San Sebastiano con le frecce di coloro che ritenevano fosse portatore di un male contagioso come la peste. Male che si traduce qui come un castigo imposto per l’omosessualità del protagonista.
E proprio l'omosessualità e l'omofobia dalla storia diventano temi più che mai attuali visti i recenti episodi che hanno interessato la cronaca italiana. Nella pièce una ragazza rischia di essere lobotomizzata, perché testimone di un omicidio che svelerebbe una scomoda verità per i benpensanti. Questo il fulcro di un dramma che mescola false verità, vergogna, vendetta e piani macchinosi che solo la mente umana può architettare.
GAY.tv ti regala un biglietto per due persone per la data romana di venerdì 12 febbraio. Scopri come ottenerlo dopo l'intervista di Gaspare Baglio al regista Danilo Canzanella.
Perchè l'idea di un testo così complesso come questo?
Perché è un testo duttile, che si presta a molteplici interpretazioni. Si può raccontare la storia partendo da qualsiasi punto temporale, senza intaccarne il tessuto narrativo che, in questo caso, è stato arricchito da dialoghi e colpi di scena che lo stesso TennesseWilliams ha lasciato “inesplorati” per adattarsi alle esigenze teatrali dell’epoca e che, invece, in questo adattamento possono essere “sviscerati” data la loro aderenza con il tipo di comunicazione odierna.
Nel film l'omosessualità è velata. In questo spettacolo è più esplicita?
Assolutamente. Innanzitutto perché il film è stato realizzato in pieno “maccartismo”, tra censure e divieti promossi dal famoso “Codice Hays” di cui Elia Kazan, il regista del film, fu uno dei protagonisti. Per questo motivo, nel film, il personaggio dell’omosessuale si vede solo di spalle, quasi come se non si volesse dare un volto all’omosessualità. In questo adattamento, invece, è una “presenza” più ingombrante quasi come se fosse una macchia di sangue che si dirama nella trama.
Questo spettacolo vuole essere un po' una denuncia visti i recenti avvenimenti che hanno visto la capitale come protagonista di un'ondata omofoba?
Lo è nella misura in cui viene esplorato il limite tra follia, intesa come diversità dalla normalità, e omosessualità. Infatti l’adattamento spinge il tasto sul tipo di reazioni che la comunità ha rispetto alla diversità del protagonista che, in una scena, ha il coraggio di dire: "il fatto è che la gente ha paura, quando non capisce”. Credo che questa sia l’origine dell’omofobia, questa paura morbosa e ossessiva verso un qualcosa che si ignora e che, quindi, deve diventare necessariamente pericoloso.
La rappresentazione sarà particolare ci sarà una divisione in stagioni e addirittura un rimando al San Sebastiano. Perchè questa scelta?
Perché credo che un testo “famoso” come questo, e realizzato da grandi attori sia al teatro che al cinema, debba avere una nuova chiave narrativa “per meritare” di essere visto. La scelta delle stagioni permette di raccontare la storia attraverso l’uso dei flash back, tra estate scorsa e l’autunno (prima e dopo la morte del protagonista) tra presente e passato recente (la primavera e l’inverno del dramma) con un ritmo serrato e incalzante di dialoghi che si avvicina molto a quello del cinema.
Su che base sono stati scelti gli attori protagonisti?
Sulla loro capacità ad iniziare un lavoro di ricerca sul personaggio a ritroso, non partendo dalle sue orgini ma dalla sua fine; ed è per questo che in genere monto prima le scene finali, non rispettando la successione temporale della narrazione. Perché per me è importante il lavore inverso: un attore è quello “giusto” se riesce a dare la spontaneità del suo personaggio partendo dalla sua dissoluzione.
GAY.tv ti regala un biglietto per due persone per lo spettacolo "Improvvisamente l'Estate Scorsa" di venerdì 12 febbraio, presso il Teatro Albertino di Roma. Scrivi una e-mail a redazione@gay.tv entro il 9 febbraio specificando nell'oggetto "Improvvisamente" e inserendo nel corpo della mail nome, cognome, numero di telefono e nickname su GAY.tv. La redazione contatterà la persona che otterrà il biglietto omaggio.
Ndr. La foto di homepage è ispirata all'opera "Matrioska" della videoartista Agata Chiusano. Clicca QUI per vedere il video dell'installazione.

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