Se non accetti i gay non puoi fare il consulente scolastico
Non puoi prendere una laurea su come accompagnare i ragazzi nei momenti delicati della loro vita se sei la prima a non accettare le differenze altrui.
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Dove finisce la libertà di culto, e dove inizia la libertà d'educazione è un confine troppo labile e dato troppo per scontato. Non c'è nessun test d'ammissione per la facoltà dell'odio. Tantissimi insegnanti, educatori, vicini di casa, macellai, impiegati delle poste, medici, infermieri, ne sono matricole.
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IL CASO
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IN RISPOSTA A
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COSTRETTA AD ACCETTARE I GAY FA CAUSA ALL'UNIVERISTA, di Redazione
"Una studentessa dell'Augusta State University ha citato in giudizio la sua univeristà. L'avrebbero costretta ad accettare l'omosessualità per ottenere la laurea." [LEGGI >>] |
IL DIRITTO DI NON ACCETTARE I GAY E' SACROSANTO, di Francesca Tognetti
" I gay sono peccatori, i gay sono sbagliati. E allora non solo non condividiamo, ma non accettiamo. E legittimiamo un'imposizione: se non cambi idea, non ti laurei" [LEGGI >>] |
La verità è che l'odio, di qualsiasi genere, è così insidioso che si insidia dappertutto, come l'olio. L'insegnante di nostro figlio crede che gli ebrei siano una razza inferiore? Il nostro dottore si rifiuta -come si faceva- di curare una persona di colore? Il funzionario del comune sputa addosso all'immigrato? Atti d'odio che nessuno può prevedere.
Ma se lo stesso dottore, più volte, avesse detto durante il tirocinio che gli sporchi negri non vanno curati? Se lo stesso insegnante, durante un corso, avesse sostenuto che gli ebrei assassini di Cristo sono inferiori alla razza ariana? Se lo stesso funzionario, più volte, avesse inneggiato contro gli immigrati? Sarebbero diventati questi un dottore, un insegnante e un funzionario?
Sì. Perché la linea di separazione fra l'odio e la libertà è talmente sottile che spesso si confonde. E la matrice di quest'odio per Jennifer è il suo credo: la sua fede cattocristiana. Vuole diventare una consulente scolastica, che in America è quella figura che si occupa di guidare durante l'adolescenza i ragazzi delle scuole medie e superiori. Una guida, un modello di riferimento, un caposaldo. Jennifer frequenta una scuola pubblica americana, laica. E' stata Jennifer a scegliere quella scuola. La stessa scuola che ha cercato di farle seguire un percorso d'accettazione sulle diversità, che ha cercato di educarla, di offrirle un percorso di crescita formativo. Ha cercato di farle capire che, nonostante esista il suo credo, l'odio non è la strada giusta per essere una buona consulente scolastica.
Probabilmente, se Jennifer fosse stata in silenzio ad ascoltare, se fosse stata una brava ipocrita, si sarebbe laureata. Sarebbe entrata nel mondo dell'istruzione e avrebbe lavorato con tantissimi giovani americani. Gli stessi giovani che un giorno, avrebbero fatto il futuro del Paese; che avrebbero votato leggi e riforme, che avrebbero fatto la storia americana del XXII secolo.
E in quel momento, nel momento chiave della loro crescita, Jennifer avrebbe trasmesso loro il suo credo, le posizioni sue e della sua fede sulle altre religioni, sull'omosessualità, sulla fecondazione in vitro, sull'aborto, sull'omogenitorialità, sulle cellule staminali, sul sesso prima del matrimonio, sulla contraccezione.
Avrebbe piantato il seme dell'odio nelle loro coscienze. Li avrebbe educati all'odio. Se Jennifer si fosse laureata all'Augusta State University della Georgia, probabilmente una scuola non a conoscenza della sua "fede" l'avrebbe assunta, appunto, come consulente scolastica. Qualche scuola l'avrebbe assunta forse proprio per le sue convinzioni. La sua università, in tutta coscienza, non ha ritenuto opportuno che una persona come Jennifer dovesse laurearsi e fare la consulente scolastica. Come una qualsiasi scuola medica, non avrebbe fatto laureare un medico razzista, o un insegnante antisemita, o un funzionario xenofobo.
Chiunque è libero di credere in quello che vuole, è questo che dice il Primo Emendamento che Jennifer contesta. Il medico che i suoi pazienti "sporchi negri" valgano meno di quelli bianchi, l'insegnante che i suoi studenti "assassini ebrei" valgano meno di quelli ariani e il funzionario che gli extracomunitari valgano meno dei suoi cittadini. E' triste, ma è così.
Nessuno ha chiesto a Jennifer di non credere più nel suo Dio, o di non credere più che l'omosessualità sia una scelta e non una condizione di natura. Qualcuno ha semplicemente detto a Jennifer che, per una consulente scolastica, l'odio non era nel programma di studi. E lei se l'è presa.
L'educazione ci salverà da questo grande male che si chiama cristianesimo.
Marcello Signore
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