Sampieri, PdL: "la transessualità è una malattia"
Questa è la dichiarazione del capogruppo PdL di Forlì che ha infuocato il Consiglio Comunale.
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In consiglio comunale a Forlì all'ordine del giorno c'era il tema dell'omofobia, almeno fino alle dichiarazioni del capogruppo del PDL, Angelo Sampieri.
Il membro del PDL ha preso la parola per sottolineare come l'omosessualità sia cosa ben diversa dalla transessualità, essendo quest'ultima una vera e propria malattia. A queste parole hanno immediatamente fatto replica gli esponenti dell'Italia dei Valori attraverso il loro capogruppo Tommaso Montebello.
Montebello ha accusato l' opposizione di essere retrograda e oltranzista, Sampieri di giudicare i transgender "malati". La tesi dell'esponente del centro-destra si è basata sulla visione della transessualità, come un problema di natura medica e non come una disforia dell'identità di genere.
Montebello ha proseguito il suo attacco, chiamando in causa il coordinatore del centrodestra Alessandro Rondoni, il quale avrebbe affermato che: "facendo opera di sensibilizzazione sulla diversità, come voluto dall'opposizione, con interventi di prevenzione e condanna di atteggiamenti di carattere omofobo, si correva il rischio di trasformare l'eterosessualità in omosessualità".
La risposta del coordinatore del PDL non si è fatta attendere. Per l'ex candidato sindaco, nel documento presentato dalla maggioranza si discriminavano l'uomo e la donna in base alle inclinazioni sessuali, mentre a suo parere, in natura esistono l'uomo e la donna in quanto tali, indipendentemente dalle rispettivi orientamenti. Rondoni ha poi cercato di rinviare la seduta per evitare ulteriori scontri, ma il tentativo è fallito.
Fonte: RomagnaNoi
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