VLADIMIR LUXURIA PROPONE SQUADRE SPORTIVE MISTE
Secondo Mirella Izzo, presidentessa onoraria di Crisalide AzioneTrans, la deputata di Rifondazione Comunista dovrebbe pensare realmente alle persone transgender.
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Sopra una scena tratta da Iron Ladies, la storia vera della squadra maschile di pallavolo tailandese, composta per lo più da gay, transessuali e travestiti, che vinse il campionato nazionale nel 1996. |
Roma. Lo scorso martedì (11 luglio) Vladimir Luxuria, deputata di Rifondazione Comunista, ha chiesto al Ministro per le Politiche giovanili e le attività sportive, Giovanna Melandri, se non siano mai state proposte le squadre miste poiché, sostiene la deputata transgender, “nello sport prevale tropo la divisione tra generi".
“Le squadre miste, sostiene la deputata transgender, oltre a contrastare l’omofobia aiuteremmo i gay a fare il coming out dal momento che per molti – conclude Luxuria - gli omosessuali non sono in grado di fare sport”.
La proposta avanzata da Vladimir Luxuria è stata contestata dalla presidentessa onoraria di Crisalide-AzioneTrans, Mirella Izzo.
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“A pochi anni dalla storica decisione del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) di permettere la partecipazione delle persone transessuali alle Olimpiadi, nel genere sessuale di elezione, leggo con stupore la proposta dell’on. Vladimir Luxuria che propone l’abolizione del genere sessuale negli sport e la formazione di “squadre miste” (di quali sport?) come metodo per cancellare le separazioni fra i “sessi”- scrive Mirella Izzo.
Una tale proposta risulta meramente demagogica e finirebbe con il penalizzare donne e le transgender da maschio a femmina se mai attuata.
Infatti è noto che la separazione fra i sessi nello sport non è figlio di una mentalità “sessista” ma risponde ad una necessità di diversità fisiologiche che differenziano uomini e donne.
Il testosterone negli uomini produce uno sviluppo scheletrico più grande ed un rapporto fra “massa muscolare” e “massa grassa” decisamente a favore della prima.
Gli estrogeni determinano nelle donne una situazione opposta.
Iron Ladies II |
Ed è per tali motivi che anche le persone transessuali sono state finalmente ammesse ai Giochi Olimpici. La scienza ha dimostrato che la terapia ormonale sostitutiva cui si sottopongono le persone transessuali, nel giro di pochi anni, induce un rapporto di “forze disponibili” analoghe a quelle del genere sessuale verso cui si è transizionato.
Semmai si dovrebbe chiedere al CIO di fare un passo avanti e di eliminare la clausola secondo cui, per partecipare, le transessuali debbano essere operate ai genitali. Tale richiesta non ha alcun senso scientifico in quanto nessuno sport prevede l’uso dei genitali e, soprattutto, equilibrio ormonale e rapporto “massa muscolare” / “massa grassa, è misurabile di volta in volta e quindi la compatibilità applicabile anche alle ed ai trans non operati.
In questo contesto, dove lo stesso CIO, con molta attenzione ha voluto mantenere pari opportunità di emergere negli sport, accettando le ed i trans solo dopo aver scientificamente provato che gli stessi non partissero “avvantaggiati” rispetto a chi è nato in un determinato sesso (piuttosto, ad esempio, le trans devono “portare” una scheletratura più pesante maschile con muscoli femminili, per cui in alcuni sport gareggiano con una base di partenza di svantaggio) la proposta dell’on. Luxuria, in nome di una parità fra i sessi proprio nell’unico ambito dove parità non esiste, appare fuori luogo e demagogica.
Per la decennale esperienza nel movimento transgender italiano, credo di poter dire con tranquillità che se una tale proposta venisse accolta, essa di certo non sarebbe per nulla gradita dalle e dai transessuali sportivi, che hanno appena ottenuto il diritto di gareggiare con le persone del sesso che “si sono conquistati”, ritrovandosi nuovamente a gareggiare con persone il cui genere sessuale hanno abbandonato con molto dolore, fatica e spesso stigma sociale.
Per la parità e la dignità delle persone transessuali e transgender – conclude Mirella Izzo - sarebbe meglio che i partiti che hanno preso impegni per promuovere i nostri diritti (fra cui Rifondazione Comunista) presentassero al più presto una modifica alla legge sul “cambio di sesso” che garantisca nome e identificativo di genere sessuale a tutte le persone transgender e transessuali come avviene in Gran Bretagna e in Spagna piuttosto che inventarsi proposte tanto bizzarre quanto inutili”.
Fonte: crisalide- azionetrans.it - DIRE


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